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Le restrizioni energetiche cinesi eliminano 500.000 tonnellate di capacità di fusione dello zinco, scuotendo i mercati globali

Le severe restrizioni energetiche imposte dalla Cina hanno inferto un duro colpo all'offerta globale di zinco, mettendo fuori servizio questa settimana una capacità annua di fusione dello zinco stimata in 500.000 tonnellate e innescando una volatilità crescente nei mercati delle materie prime. Le interruzioni, riportate da Reuters e citate da MineListings, stanno generando perdite produttive settimanali stimate tra le 5.000 e le 6.000 tonnellate, sollevando nuove preoccupazioni riguardo a un potenziale deficit di zinco in un momento in cui le condizioni di mercato sono già tese. I tagli all'energia rientrano nella strategia cinese in corso per gestire i consumi energetici durante i periodi di picco della domanda, con i settori industriali pesanti come la fusione dello zinco che subiscono il peso maggiore delle restrizioni.

L'entità della capacità messa offline sottolinea quanto le catene di approvvigionamento globali dei metalli siano diventate profondamente interconnesse con la politica energetica interna cinese, e con quale rapidità le decisioni regolamentari di Pechino possano ripercuotersi sui mercati internazionali delle materie prime. Sul fronte dei prezzi, gli analisti ritengono che la riduzione dell'offerta eserciterà probabilmente una pressione al rialzo sulle quotazioni dello zinco, sebbene al momento della pubblicazione non fossero disponibili dati specifici sui prezzi spot. I volumi di scambio sarebbero aumentati poiché gli operatori di mercato riposizionano le proprie esposizioni in risposta al deterioramento delle condizioni di offerta.

Secondo i dati di Westmetall, le scorte di zinco nei magazzini LME hanno registrato un modesto incremento di 50 tonnellate, portandosi a 97.125 tonnellate al 10 agosto 2026. Nonostante questo lieve aumento, i livelli delle scorte rimangono al di sotto della soglia che molti operatori considerano confortevole, e gli osservatori del settore monitorano con attenzione eventuali ulteriori sviluppi nella produzione industriale cinese. La stretta sull'offerta non è confinata alla sola Cina.

Il mercato dello zinco sta assorbendo simultaneamente le interruzioni causate dalla ridotta capacità operativa di importanti impianti altrove, tra cui Kazzinc in Kazakhstan e il fonderia Cajamarquilla di Nexa in Perù, entrambi ancora in fase di recupero a seguito di recenti incidenti, secondo MineListings. L'accumularsi di questi vincoli paralleli sta spingendo gli operatori di mercato a rivalutare le proprie posizioni, amplificando l'incertezza sui prezzi. Gli analisti che tracciano parallelismi con shock di offerta storici osservano che la situazione attuale differisce in modo significativo dalle interruzioni precedenti.

Mentre eventi passati come i tagli alla produzione di Glencore nel 2016 hanno innescato importanti aggiustamenti di mercato, quelli erano guidati da decisioni aziendali individuali. La perturbazione attuale deriva invece da un intervento regolamentare di ampia portata che interessa l'intera produzione industriale di una regione, rendendo l'impatto tanto più esteso quanto più difficile da prevedere. Le dinamiche di mercato attuali sono ulteriormente complicate da tensioni geopolitiche e da normative ambientali sempre più stringenti, fattori che erano meno rilevanti nei cicli precedenti.

I settori a valle che dipendono dallo zinco, tra cui la zincatura e la produzione di leghe, devono far fronte a pressioni crescenti sui costi e a potenziali interruzioni delle catene di approvvigionamento. Per il comparto minerario nel suo complesso, l'episodio mette in evidenza l'importanza cruciale della gestione energetica e della resilienza operativa, in particolare nelle giurisdizioni soggette a quadri normativi in continua evoluzione. Guardando al futuro, gli operatori di mercato sono concentrati su alcune variabili chiave.

Qualsiasi annuncio riguardante la proroga o l'allentamento dei tagli energetici cinesi sarà seguito con attenzione, poiché influenzerà direttamente la disponibilità dell'offerta. Anche il ritmo di ripresa di impianti come Cajamarquilla di Nexa e la miniera di Garpenberg di Boliden sarà determinante per valutare se il mercato riuscirà a riequilibrarsi nel breve termine. Qualora le attuali interruzioni dovessero persistere, gli analisti avvertono che lo zinco potrebbe superare importanti livelli di resistenza tecnica e potenzialmente testare nuovi massimi.

Gli operatori del settore sono invitati a mantenersi vigili di fronte ai rapidi cambiamenti di questo mercato in continua evoluzione. Fonti: MineListings, Reuters, Westmetall.

Fonte: minelistings.com

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